L’archivio parla di “LEI”
Motivato dall’urgenza, un primo gesto s’impone: ritrovarla come si recupera una specie estinta, una flora sconosciuta, abbozzarne il ritratto come per rimediare a una dimenticanza [...].
Gesto utile del collezionista, ma gesto incompiuto; rendere visibile la donna dove la storia ometteva di vederla, obbliga a un corollario:studiare il rapporto tra i sessi, fare di questo rapporto un oggetto di storia [...]
Non si possono risuscitare le vite finite nell’archivio. Ma questa non è una buona ragione per farle morire una seconda volta. È stretto lo spazio per elaborare unanarrazione che non le annulli o le sgretoli, che le conservi perché un giorno e altrove possa essere estesa un’altra narrazione della loro enigmatica presenza.
Il piacere dell’archivio è [...] un vagare attorno alle parole altrui, alla ricerca di un linguaggio che ne salvi le caratteristiche.
Arlette Farge,  Il piacere dell’archivio

In evidenza: 

 

 

 

 I convegni “Memorie disperse, memorie salvate”: